Il programma


Cambiare insieme significa scegliere e condividere una modalità comunitaria e partecipativa per il raggiungimento del bene comune, a partire dalla condivisione di questo programma con gli amici della Lega, del Popolo della famiglia, di Fratelli d’Italia e dell’Udc.
È per questo che più che posizioni di “potere” a noi interessa dare avvio a processi virtuosi di collaborazione, di discussione franca, di comprensione delle cose per quello che sono, fuggendo dalle continue strumentalizzazioni e dalla becera e infestante demagogia.
A noi interessa creare legami, non fratture!

Fratture che la pratica politica di questi tempi alimenta con l’ossessione di una martellante produzione di affermazioni e una desolante assenza di ragionamenti.
La politica, anche quella comunale che qui c’interessa, non è un insieme di provvedimenti scollegati tra loro, ma deve scaturire da una visione d’insieme, rifarsi ad un progetto comprensibile dalla comunità.
È questa la mancanza decisiva che imputiamo alla maggioranza che ha sin qui amministrato: quello di aver suonato senza spartito, solleticando quello o quell’altro interesse, ma senza che fosse esplicitato il risultato d’insieme da raggiungere. E seguendo il programma della Giunta precedente, anziché quello proprio.

Per quanto ci riguarda, questi sono i nostri obiettivi: – considerare il lavoro come la via per una cittadinanza vera, intendendolo come tutto ciò che
accresce le disponibilità materiali e immateriali della comunità; – tutti devono essere messi in grado di poter lavorare: in questa direzione l’amministrazione comunale deve dare il meglio di sé;

– accrescere il benessere complessivo della comunità in tutti gli ambiti che la politica può contribuire a migliorare: sanità, politiche abitative, cultura, famiglia etc. , tenendo conto che la qualità si misura su coloro che sono svantaggiati e non su coloro che stanno meglio;

– favorire le relazioni tra persone, gruppi e associazioni attraverso interventi che ne favoriscano la nascita e lo sviluppo, considerandoli luoghi privilegiati per l’esercizio della libertà, della responsabilità e della partecipazione consapevole.

Sulle modalità per il raggiungimento degli obiettivi non abbiamo nulla di precostituito, ma riteniamo che la strada maestra debba essere quella di ricercare le soluzioni attraverso la collaborazione tra tutte le forze che hanno davvero a cuore il bene comune, con onestà intellettuale e con passione.

INTEGRAZIONE
Tutte le persone, in quanto persone, hanno pari dignità! Ogni comunità deve impegnarsi a rendere concreta questa affermazione.
La via da intraprendere per questo obiettivo è quella dell’integrazione, da perseguire con precise scelte politiche che investano la scuola, la legalità, il lavoro, lo scambio culturale e la valorizzazione del positivo presente in ogni etnia.
Ogni comune, responsabilmente, deve accogliere in misura pari a coloro che ritiene di poter integrare.

Accogliere e non integrare è come una donna che partorisce un figlio e poi l’abbandona. E’ qui che scaturiscono i “commerci”, gli interessi, gli fruttamenti sotto varie forme. Ed è a questo punto che iniziano i fenomeni di degrado, che tanto contribuiscono a creare un clima ostile all’accoglienza.
Il Comune dovrà vigilare con grande accuratezza, affinché le strutture per gli immigrati siano realmente funzionali a loro e non a gli interessi di chi le gestisce.

PARTECIPAZIONE
Nel nostro Comune c’è un evidente deficit di partecipazione. Non è soltanto responsabilità della politica locale e delle sue difficoltà, perché in tanti ormai si disinteressano di un impegno civile attivo. Ma non vi è dubbio che l’azione delle passate amministrazioni non è mai stata rivolta a favorire la partecipazione vera dei cittadini. Del resto quando si decide senza sentire l’opinione preventiva della gente, quando si risponde con sufficienza e indifferenza alle critiche e alle istanze dei cittadini, si induce un allontanamento delle persone.

Noi ci impegniamo a ribaltare questo atteggiamento di “chiusura”: presentare prima i progetti, discuterli con gli interessati e con la cittadinanza, dare i necessari elementi di approfondimento e i dati necessari, confrontare le varie posizioni, e poi decidere, alla luce del sole.

Le nostre proposte:
– Elaborare programmi di assessorato ben definiti, portarli a conoscenza dei cittadini e verificarne periodicamente l’attuazione in stretto rapporto con il Consiglio Comunale;
– Rilanciare il ruolo del Consiglio Comunale garantendogli reali poteri di controllo ed indirizzo;
– Istituire le Consulte, organismi in grado di rappresentare le esigenze e la volontà dei cittadini delle frazioni e del capoluogo.
– Individuare forme di confronto diretto con la Giunta e i cittadini il sabato mattina.
– Pubblicizzare le sedute del Consiglio Comunale e delle commissioni consiliari e programmarle in orari facilmente accessibili dalla cittadinanza, in modo da favorirne la partecipazione.
– Programmare almeno una volta l’anno una seduta del Consiglio Comunale in ciascuna delle frazioni maggiori.
– Dare ai cittadini la possibilità di seguire il Consiglio comunale su internet.
– Mantenere sempre visibili e consultabili da tutti, sul sito web del comune, gli atti amministrativi.
– Prevedere un’azione di comunicazione istituzionale che non sia propaganda ma informazione, anche con l’apporto delle minoranze, utilizzando al meglio gli strumenti disponibili a basso costo, con newsletter periodica, il sito, le bacheche informative nel capoluogo e nelle frazioni.

OPERATIVITA’ DEL COMUNE E DEL PERSONALE
Ricercare gli opportuni adeguamenti organizzativi e funzionali della macchina comunale (coinvolgendo il personale e le rappresentanze sindacali) per valorizzare le risorse umane e professionali (verificando anche la possibilità di rientro di compiti attualmente gestiti da soggetti esterni), migliorare le condizioni di lavoro, qualificare ed estendere il servizio al pubblico.
Attribuzione chiara ed inequivocabile della responsabilità a chi si troverà a gestire il personale, rispetto ai risultati e alle condizioni di lavoro.

Tempi di risposta certi e documentati alle criticità segnalate dai cittadini al numero verde da trasformare in “Pronto, Cantiere”.
Eventuale creazione di un cantiere integrato intercomunale per gli interventi rapidi di manutenzione; si avrebbero economie di scala e si ottimizzerebbe anche l’uso delle attrezzature e delle macchine.
Azione nei confronti dell’Unione dei Comuni per la riapertura degli uffici del Giudice di Pace e per l’apertura dell’Agenzia del Territorio.

TRE IMPORTANTI VERTENZE
La legislatura che ci porterà verso il 2025 sarà importante e probabilmente registrerà cambiamenti che il Mugello in generale e Borgo San Lorenzo in particolare, dovranno affrontare con le carte in regola.

Per arrivarci vogliamo lanciare alcune grandi VERTENZE:

Vertenza UNITA’ DEL MUGELLO – Bisogna tornare a credere nei compagni di viaggio e fare un blocco unico, almeno della zona Mugello (ma guardando anche oltre), per lanciare le sfide alla Città Metropolitana, al Comune di Firenze e alla Regione Toscana. Occorre recuperare i torti del passato e riscoprire la fiducia e la reciprocità con gli altri Comuni. In caso di elezione a Sindaco Luca Margheri promette di non avanzare nessuna richiesta di incarico per sé e tantomeno di ambire alla Presidenza dell’Unione, voluta ad ogni costo all’ultimo rinnovo. Tra l’altro tale operazione ha innescato soltanto dissidi.
Per quanto attiene alle poco ricordate fusioni tra comuni, è auspicabile iniziare una verifica seria tra i comuni di Scarperia-San Piero, Borgo san Lorenzo e Vicchio considerata la ormai evidente contiguità degli spazi urbani e produttivi.

Vertenza OSPEDALE – Bisogna fare chiarezza su questa struttura, che in ogni comunicato dell’ASL, nel tradizionale linguaggio fumoso, viene dipinta al massimo come ruota di scorta degli ospedali fiorentini. Dobbiamo pretendere scelte chiare e risorse adeguate sull’immobile, sui sevizi, ma anche sulla qualità e sulla quantità delle figure professionali impiegate. Intendiamo rilanciare il Comitato per l’Ospedale, affidando uno specifico incarico, integrandolo con le forze sociali e imprenditoriali della zona e con il concorso costante del personale dipendente.

Vertenza FAENTINA – Prima cosa da fare è evitare di litigare tra poveri per le risorse presunte, promesse e trasferite; i Comuni devono fare blocco comune insieme alla città di Firenze per pretendere un impegno a tutto tondo della Regione Toscana CONTRO Ferrovie e le declinazioni societarie che di fatto non favoriscono una linea che mantiene grandi potenzialità, come il numero dei passeggeri dimostra, nonostante gli stop, i ritardi, il caldo, il freddo, la neve e la neve presunta che non cade, che hanno visto anche tante cancellazioni. Questo è un tema centrale trasversale, che può favorire l’integrazione con la città, il rilancio economico, produttivo e abitativo, premessa per la crescita di un’area.

CULTURA E PROMOZIONE DEL TERRITORIO
La prima cosa che salta agli occhi nella nostra zona, è l’enorme divario tra la realtà della campagna-collina della periferia in genere e la realtà del paese. Se uno fa un giro tra le nostre colline può trovare Villa Campestri, Monsignor Della Casa, Il Trebbiolo, Villa Poggio Bartoli, villa le Maschere, luoghi di eccellenza per una clientela internazionale. Se uno fa un giro tra le nostre aree industriali della nostra periferia può incontrare La Marzocco, Drogheria e Alimentari, La Fortezza, La Ross ancora eccellenze, ancora una clientela internazionale. Se uno fa un giro nel nostro paese e si guarda intorno trova una dimensione provinciale, un accanirsi su questioni strapaesane, l’organizzazione di eventi che si ripetono nel tempo, e nei diversi comuni, ma sempre meno interessanti; l’amministrazione dello status quo senza idee vincenti, la mancanza di un decoro urbano che ci faccia sentire parte integrante della “Toscana Felix”. Una gestione triste della cosa pubblica. L’ignoranza sulle reali potenzialità del paese.

La crescita del turismo nella zona è stata limitata e non ha potuto che marginalmente ricevere l’indotto benefico da una serie di “eccellenze” presenti nella zona, a partire dall’Autodromo Internazionale del Mugello che non può da solo assumersi il compito di trainare le presenze turistiche.
Il settore non può prescindere da una politica turistica complessiva definita a livello intercomunale, in stretta connessione con la realtà di Firenze e della Toscana. Ad oggi si sono registrate alcune iniziative positive, ma tutte mostrano il limite di rivolgersi a un pubblico ristretto e di nicchia, e di non essere inserite in un quadro forte di sviluppo. Soprattutto si nota la mancanza di una strategia d’intervento per questo comparto, che individui obiettivi di medio termine e programmi azioni nel breve, coerenti. Serve una convinzione ed una determinazione che fino ad ora non si sono viste per questo comparto. Serve la capacità di impostare lo sviluppo delle infrastrutture, in particolare della banda larga e dei collegamenti ferroviari, coerentemente alle esigenze di sviluppo turistico del nostro territorio. Serve collegarsi alla città per entrare nel circuito di ospitalità, rientrare nei progetti regionali, come in parte si è fatto con le risorse ambientali e con la partecipazione ai “cammini”, sempre con l’ottica di crescere in dimensione numerica e strutturale. Di particolare difficoltà appare la ri-motivazione degli imprenditori che non trovano beneficio, almeno in prospettiva, degli investimenti da effettuare.

Le opportunità di lavorare su numeri significativi, infatti, ancor oggi è tutta sulle spalle dell’Autodromo.
Prime cose da fare Una grossa flebo di autostima per essere mugellani, nati in Toscana” la terra dove Dio e l’uomo hanno lavorato al meglio” (Toraldo di Francia). La recita di una lunga preghiera di ringraziamento per essere nati e vivere a 25 chilometri da Firenze, città a cui dobbiamo tanto, dove tanti mugellani hanno imparato, da Giotto a Roberto Landi, bravo decoratore che aveva imparato in San Frediano. Giotto è diventato grande perché è andato a bottega a Firenze e non perché nato a Vespignano.
Grandi cartelli all’ingresso del paese con una grande foto di Villa Pecori e foto dei bei vasi del Chini in bella mostra. Benvenuti a Borgo San Lorenzo dove sta la villa Pecori ed il museo della manifattura Chini.
Villa Pecori dovrebbe diventare sinonimo di Borgo San Lorenzo, il motore trainante di questo paese. Magari tenuta con decoro rimettendo i disastrati marciapiedi ormai sede stabile di erbacce, buche dell’asfalto, tratti disconnessi.
La villa deve essere il salotto buono dove si prende un caffè, si mangia qualcosa, si visita una bella mostra, si ascolta un bel concerto, si ammirano le ceramiche del Chini, si passeggia nel parco.
Questo è possibile, non servono i soldi dell’Europa, la villa esiste già e così il parco, serve solo una gestione più intraprendente, ricca di fantasia e di voglia di fare.

DECORO URBANO
Un’attenzione particolarissima dovrà essere riservata al decoro urbano, sia nel capoluogo che nelle frazioni. Nel corso degli ultimi 5 anni la situazione è significativamente peggiorata. Si avverte un senso di trascuratezza diffusa e la presenza del verde è sensibilmente diminuita.
Attivazione di servizi di messaggeria istantanea tramite app. dedicate alla segnalazione di situazioni di illegalità o degrado alle autorità competenti.

Migliorare le condizioni dei 17 cimiteri comunali: sono frequentati da tantissime persone che, devono ricordare i loro cari in un ambiente assolutamente ordinato e dignitoso.
Il paese ha bisogno di autostima.
Per muoversi bene dobbiamo conoscere la nostra storia. Intendo storia economico-sociale, storia dell’arte, storia del nostro paesaggio, della nostra architettura: il Comune organizzerà conferenze su questi temi in collaborazione con l’Università d Firenze. Abbiamo in zona persone brave e qualificate che possono occuparsi di questo.

Rapporto con gli stranieri
Riteniamo cosa importante stabilire un rapporto con gli stranieri che abitano nel nostro comune.
Trovare una forma di contatto attraverso un premio, un riconoscimento anche simbolico. Ci sono persone straordinarie che vivono qui da anni e che potrebbero dare un bel contributo di arricchimento alle nostre conoscenze. Won Erfa è arrivato in Mugello nel 1966, la signora Fleming alla fine degli anni 60.

Una domenica al mese
Una volta al mese, una domenica al mese da mattina a sera il paese deve aprirsi al pubblico.
Negozi tutti aperti, la pieve aperta ed anche Sant’Omobono, villa Pecori aperta con esperti in storia dell’arte che illustrano il nostro patrimonio artistico. Per una domenica il paese diventa un salotto dove si mangia: abbiamo buoni ristoranti, ottime pasticcerie, il paese si mette il vestito buono ed accoglie i visitatori mostrando il meglio.

Fuori dall’isolamento
Il paese deve uscire dall’isolamento: basta con questa dimensione strapaesana. Dobbiamo essere orgogliosi di essere mugellani, ma altrettanto orgogliosi di essere fiorentini. Il mondo non finisce a Vaglia ed a Pratolino non ci sono le colonne di Ercole.
Abbiamo Firenze a 25 km, apriamoci alla città, alle sue mostre, ai suoi teatri, alle sue chiese, alla sua vita culturale, alla sua storia. Compito dell’amministrazione sarà di creare un filo diretto con Firenze. Ci sono state negli ultimi anni mostre straordinarie, di risonanza europea, forse mondiale,
non si è mai vista una notizia sulla stampa locale.
Occorre perseguire l’obiettivo di trasferire opere d’arte dai depositi dei musei fiorentini nei nostri musei mugellani, organizzando però il sistema museale non più su tanti piccoli musei, ma sulla costruzione di raccolte tematiche specializzate distribuite nei vari comuni.

Studiare l’inglese
Non credo ci sia bisogno dilungarsi sull’importanza di parlare l’inglese. L’amministrazione deve farsi promotrice di una scuola di inglese permanente, anche all’aperto, in biblioteca, in chiesa, al centro giovanile, ovunque si studia inglese.
Una volta la settimana ad un cinema del paese proiezione di un film in lingua e prima della proiezione una breve lezione di una esperto.

COMMERCIO
Il commercio a Borgo San Lorenzo forse ha toccato il punto più basso mai visto da decenni. Nelle frazioni ormai da anni si è compiuta una trasformazione che ha privato di servizi essenziali gli abitanti che hanno scelto di vivere in piccoli borghi: distributori di benzina, tabacchi, negozi extra
alimentari, uffici postali e bancari, alimentari e edicole, rimangono splendide testimonianze di imprenditori che resistono in un mondo dove tutto gli è avverso.
La situazione di crisi economica e di stagnazione dei consumi pesa da molto tempo, come in tutte le realtà del paese, ma in questa legislatura nel capoluogo abbiamo assistito inermi alla chiusura di troppe attività commerciali e, nelle vie centrali, i negozi sfitti testimoniano una situazione particolarmente negativa, accompagnata dal deserto quotidiano, che solo nei giorni prefestivi si scuote dal torpore.
A favorire questo degrado hanno aiutato le scelte di collocare fuori dal paese gli attrattori di consumi, per cui il consueto via vai di persone è gradatamente diminuito a favore dei grandi parcheggi sulle strade di rapido scorrimento.

Arrestare il trasferimento di attività commerciali fuori dall’abitato, rivedendo gli strumenti urbanistici e rivedendo la previsione di metri quadrati, ancora troppo grande, per riportare all’Amministrazione Comunale una capacità di dialogo per recuperare immobili in disuso.
Utilizzo delle norme varate dalla Regione Toscana con il Codice del Commercio, per trasformare il Centro Commerciale Naturale secondo le opportunità previste, facendone il perno delle attività di promozione insieme al Comune, agli uffici pubblici, agli imprenditori privati.
Verificare la possibilità di finanziare, sempre grazie al Codice del Commercio, aree che hanno subito la desertificazione o una situazione di significativa difficoltà, con progetti di rilancio concordati con le associazioni di settore.
Strategia di forte riduzione del complesso delle tasse per favorire il re-insediamento di botteghe nel centro e in generale nel Comune, da quelle sugli immobili fino ai rifiuti, avendo come obiettivo il ritorno a un’offerta commerciale di qualità, un tempo vanto del Comune di Borgo San Lorenzo.
Prevedere una stretta sinergia commercio-artigianato-turismo-agricoltura- cultura con un calendario degli eventi, ricercando la qualità per attirare un pubblico interessato, e non solo utenti di sagre a basso costo oppure facendo passare le mucche da Via Mazzini a vantaggio dei selfie degli amministratori.
Riallacciare stretti rapporti con i comuni vicini per evitare contrapposizioni di iniziative, superando i dispetti che in questa legislatura non hanno consentito la piena efficacia e l’adeguata reciprocità delle attività di promozione.
Qualificare e lanciare le vere “Sagre” costruendo con gli organizzatori cartelloni, un “evento” non solo gastronomico, puntando sui prodotti tipici veri, così come indicato nel Codice regionale del commercio che cerca di dare più qualità e attrattiva anche al nome stesso di sagra, oggi ridotte alla produzione di pasti in serie.

SVILUPPO ECONOMICO E CREAZIONE DI LAVORO
Le amministrazioni Locali devono essere partner del sistema produttivo locale, non un ostacolo burocratico. Servono, una diminuzione della pesantezza della burocrazia e certezza dei tempi di Spacchettamento degli appalti pubblici. Servono si gli accordi con le categorie economiche ma, soprattutto, serve che la Pubblica Amministrazione rispetti questi accordi con una conseguente pubblicazione dei bandi di gara bandi di gara, permettendo così anche alle piccole imprese del territorio di partecipare alle gare pubbliche.
Serve anche maggiore rotazione negli affidamenti locali diretti, troppo spesso vediamo sempre gli stessi furgoni a servizio, di fiere,eventi ecc.
Promozione delle attività marginali e part-time in ambiente agrario e montano per l’integrazione del reddito con finalità di presidio ambientale e difesa idro-geologica, con particolare riferimento al recupero del territorio e del patrimonio rurale ai fini produttivi e turistico – ricettivi.
Incentivazioni per l’utilizzo economico sostenibile di fondi e infrastrutture private o pubbliche inutilizzate o sotto-utilizzate.
Promozione, in collaborazione con le associazioni di settore, delle Iniziative mirate alla visibilità e pubblicizzazione delle aziende locali e dei prodotti tipici mugellani.
Le aree industriali e artigianali: Soterna, Fornaci, Rabatta ecc. soffrono di abbandono politico.
Vedono i loro rappresentanti in occasione del taglio del nastro, poi tanti saluti.
Serve, invece, vicinanza alle imprese, che danno lavoro e producono valore economico sul territorio.
Necessaria una consulta permanente con le Associazioni Imprenditoriali. Altrimenti non si farà mai politica di sviluppo, e sostegno alle imprese.
La tassazione locale per le imprese è molto diversificata fra i Comuni del Mugello. Esempio: un falegname di Vicchio, uno di Borgo ed uno di Scarperia, con le stesse caratteristiche pagano tasse, rifiuti, ecc. con tre tariffe diverse. Possiamo ancora continuare così?
L’unione di più Comuni e l’uniformità dei comportamenti deve essere una battaglia da vincere, deve essere l’obiettivo per chi si adopera davvero in questa direzione.
L’insediamento di Rabatta ha avuto per anni, fino a pochissimo tempo fa, grandi problemi di accesso alle reti telematiche: la situazione ora è migliorata ma è ancora insufficiente.
Nell’area di Pianvallico, dove lavorano diversi cittadini borghigiani, sono ricorrenti le interruzioni di fornitura di energia elettrica da parte della rete. Tutto questo, nonostante i costi energetici siano, in Italia, superiori del 30% rispetto ai costi degli altri paesi Europei. Condizione che penalizza fortemente l’impresa, considerando, fortunatamente, che anche nel Mugello ci sono imprese che si confrontano con la concorrenza nazionale ed internazionale. Devono essere problemi dei quali si devono occupare anche le amministrazioni locali nel loro insieme, facendo sentire la loro voce nei confronti dei fornitori di energia.
Rinnovato impegno per l’utilizzo e la promozione di Energie Rinnovabili e l’Efficientamento Energetico degli edifici. Credo che il nostro comprensorio, ed in particolare il nostro comune, siano abbastanza disattenti a questi temi. Ciò non significa che non si rispettano i dettami di legge, ci mancherebbe altro, ci vorrebbe un po’ di sprint in più per l’informazione ai cittadini.

Alcuni dati da fonte GSE e Ministero. 
La nostra provincia ha, installati sul suo territorio, n. 6.343 impianti fotovoltaici; la Provincia di Arezzo, molto più piccola, 6.250; la Provincia di Potenza 5.341; la Provincia di Bolzano 8.160; la Provincia di Trento 15.919, e quella di Treviso addirittura 25.093. Qui non c’entra la politica
nazionale ma quella Locale, sia in termini di informazione che di promozione.
Maggiori collaborazioni con i poli produttivi che operano intorno a noi, i confini comunali non sono dei muri invalicabili; migliori collegamenti e viabilità, avvicinano merci e persone e fanno risparmiare ossigeno, tempo e denaro.
Una politica economica/Produttiva del territorio manca totalmente, non deve essere fatta solo a livello Nazionale.
Il Polo/Laboratorio Universitario di Pianvallico dovrebbe essere davvero il maggiore volano per le piccole imprese innovative dell’area ma, quante aziende ne conoscono l’esistenza e le potenzialità?
Una Politica economica di collaborazione fra università ed impresa, deve essere promossa anche a livello Locale.
La sicurezza del territorio riguarda cittadini ed imprese, sicuramente una maggiore attenzione delle amministrazioni alle tematiche dei furti, della droga, del gioco d’azzardo (impressionante la spesa del nostro paese). Forse, anche qualche telecamera funzionante in più nelle aree produttive e
nelle vicinanze di scuole, ospedali e giardini pubblici sarebbe opportuna.
Abbiamo bisogno di maggiore sostegno alle imprese, maggiore collaborazione scuola professionale/imprese, artigianato.
Abbiamo bisogno di imprese perché è lì che si crea lavoro. È quindi indispensabile una politica del Comune che offra le condizioni necessarie, affinché possiamo essere attrattivi per nuove imprese.
Un’amministrazione che abbia a cuore il lavoro deve operare in questa direzione.

SMALTIMENTO RIFIUTI
Siamo d’accordo con la raccolta differenziata, così come con il riciclaggio dei materiali recuperati, e con il perseguimento della massima riduzione dell’indifferenziato per la discarica. Ok porta a porta, tenendo però conto anche degli aspetti economici e dei costi per i cittadini. Ambiente e costi
devono trovare un equilibrio migliore. Inoltre si deve trovare una soluzione per chi dispone di piccoli appartamenti e senza terrazze: l’ingombro e gli odori, specie nelle stagioni calde, rappresentano un disagio da risolvere.
La Regione deve dare un quadro virtuoso di riferimento che tenga conto dell’ambiente e dei costi.
Fino ad ora il risultato delle scelte regionali è stato costi alti, e un eccessivo smaltimento in discarica, anche in località molto lontane, quando non fuori regione.
I costi di Publiambiente (ora Alia) risultano eccessivi e quindi risulta indifferibile una razionalizzazione della stessa. Oggi i cittadini di Borgo e del basso Mugello, sopportano costi eccessivamente elevati. Per es. 3 persone in 100 metri quadri pagano € 343 annue a Borgo, € 288 a Rufina e a Pontassieve sempre per 3 persone e 100 metri quadri € 276. Va sottolineato inoltre che nelle tariffe di Rufina e Pontassieve è compresa la manutenzione del verde pubblico, i tagli dei cigli stradali comunali, la derattizzazione, la disinfestazione e lo smaltimento dell’amianto.

Appare evidente che a fronte di una fortissima diminuzione del materiale portato in discarica, e del conferimento di materiale differenziato di qualità, il conto che ci presenta Alia non può che diminuire. Non a caso a Barberino passando più o meno come noi da circa il 40% a circa il 65% di differenziata, la Tari diminuirà del 3% per le imprese e del 4% per le famiglie.
A Borgo, in una situazione analoga, ci sarà un aumento del 3-4%.
I cittadini di Borgo non possono continuare a sopportare costi ingiustificati e un servizio non sempre adeguato.

FAMIGLIA
Anche a livello comunale si può incidere per contrastare il drammatico fenomeno della denatalità, attraverso alcuni significativi interventi.
Intanto riconsiderare il ruolo della famiglia come risorsa di coesione e di sviluppo della comunità sociale, alla luce di quanto indicato dall’art. 29 della Costituzione.
Prevedere nel bilancio comunale forme di sostegno alla maternità.
Introdurre modalità che integrino l’Isee, per rendere più aderenti alla reale condizione delle famiglie la compartecipazione ai servizi sociali comunali.
“Pass” che permetta alle famiglie, e ai cittadini più bisognosi, l’accesso a prestazioni sanitarie specialistiche indifferibili, altrimenti non usufruibili.
Realizzazione, anche tramite la collaborazione delle RSA e delle associazioni di volontariato presenti sul territorio, di una rete di solidarietà per la continuità assistenziale destinata alla riabilitazione post-dimissioni ospedaliere e alle medie degenze degli anziani.
Assistenza attiva alla famiglia con ampliamento delle competenze dello Sportello Sociale a inclusione di liste per il reperimento di aiuto domestico (Colf), aiuto per l’infanzia (madri di giorno) e aiuto per la vecchiaia (badanti), con personale verificato, disponibile ad operare in regime di prezzi calmierati.
Condominio solidale. Studiare la possibilità di realizzare una struttura composta da mini appartamenti forniti di servizi centralizzati di sostegno e assistenza sanitaria, integrati con superfici destinate a spazi comuni (spazi ricreativi, lavanderie, ecc…), allo scopo di favorire l’aggregazione tra gli inquilini anziani, e così ritardare o impedire il ricovero in strutture socio-sanitarie.
A questo scopo si potrebbero utilizzare anche gli immobili ( per es. scuola di Polcanto e Faltona etc.) che da anni non si riescono a vendere, per realizzare unità abitative per persone in difficoltà.
Avere, come comune, un ruolo più attivo e propositivo nella Società della salute.

GIOVANI
Accrescere la capacità di ascolto nei confronti dei giovani, per capire meglio le loro esigenze, e per offrire proposte efficaci e idonee a sviluppare ositivamente la loro creatività e a rispondere ai bisogni più diffusi, favorendo occasioni associative, ricreative e di volontariato.
Favorire l’insediamento e lo sviluppo di luoghi di ritrovo e di aggregazione per i giovani, in grado di ridurre il pendolarismo del sabato sera, e di dare opportunità di incontro e di svago.
Coinvolgere maggiormente i giovani nelle attività di interesse pubblico, come l’impiego, attraverso borse di studio, crediti e altre forme di incentivi, di giovani diplomandi e laureandi in attività che valorizzino il Mugello nell’aspetto culturale e turistico (laboratori interattivi con scolaresche e turisti), manifatturiero (laboratori di sviluppo design), gastronomico e di ricezione turistica, musicale, teatrale e artistica, nonché di collaborazione con le attività extrascolastiche (vedi proposta specifica nel capitolo sulla scuola). Tutto ciò fornisce ai giovani opportunità di formazione e di conoscenza della realtà, oltre ad offrire alla comunità un apporto utile ed originale.
Verificare la realizzazione di quanto previsto nel regolamento comunale sulle ludopatie recentemente approvato.

SCUOLA

Istituto comprensivo
Impedire gli accorpamenti dei plessi comunali per non creare unità ingestibili per troppa grandezza, o per la disomogeneità territoriale delle varie unità scolastiche.

Edilizia scolastica
È necessario portare a termine, in tempi brevi, l’ampliamento della scuola elementare di via Leonardo da Vinci; individuare altresì una nuova estinazione d’uso per l’area nella quale era stata prevista la costruzione di una nuova scuola elementare (zona Ponterosso).
Necessario anche vigilare sul celere avanzamento dei lavori per le nuove classi dell’Istituto Chini, per non rivedere i ritardi e le inadempienze del passato.

Asilo nido
Indispensabile operare in modo da accogliere tutte/il più alto numero di domande di frequenza.
Ogni esclusione – pur considerate le difficoltà- appare discriminante, tanto più ingiusta se penalizza figli di persone che lavorano.
Almeno una sezione da 0 a 3 anni deve ritornare completamente comunale.

Corsi per stranieri
Il comune deve favorire la scolarizzazione degli stranieri: in età scolare supportando le istituzioni formative con iniziative da concordare, attraverso l’utilizzo di personale specificamente formato.
Ma anche per gli adulti stranieri, se si vuole evitare l’autoghettizzazione e l’inerzia che sconcertano e irritano i cittadini, occorre prevedere iniziative per l’apprendimento non superficiale dell’italiano, e il loro inserimento in attività formative e di servizio che possano aprire una prospettiva di vita per queste persone.

Medicina scolastica e formazione sanitaria
Sono due aspetti diversi e abbastanza trascurati nelle scuole.
Sul primo aspetto occorrerebbe mettere in atti iniziative, in accordo con gli enti sanitari, per attuare forme di collaborazione per individuare nella polazione scolastica forme di malessere psicologico o fisico che gli insegnanti non hanno competenze per individuare.
Per il secondo aspetto occorre verificare di formare in maniera sistematica i giovani, con interventi mirati e precisi, in modo da fornire le necessarie, e scientifiche, competenze, in materia nutrizionale, epidemiologica, farmacologica, e dotarli, all’età adeguata, delle competenze di primo soccorso. Adesso tali competenze sono affidate all’iniziativa degli insegnanti e agli interventi di associazioni di volontariato.
Promozione e supporto delle attività scuola-lavoro e dei tirocini per i neo-diplomati degli Istituti di Istruzione Superiore presso le realtà produttive del territorio, in collaborazione con le associazioni di categoria.

SPORT
Promuovere una cultura sportiva davvero educativa, promotrice di lealtà e di amicizia.
Costruzione di una nuova palestra adiacente il Palazzetto dello Sport a disposizione dell’Ist. Chino Chini e delle Società Sportive. È da verificare la possibilità di realizzare un Centro Sportivo e/o di un Centro Federale, sulla falsariga dei progetti già presentati.
Adoperarsi per la ricerca dei finanziamenti necessari alla realizzazione di un Palazzetto dello sport per eventi sportivi, ma anche musicali e culturali in genere di 2.000/3.000 posti. Ad oggi nel Mugello non esiste una struttura simile.
Valorizzazione del turismo sportivo, avvalendosi della presenza di tante società sportive (a Borgo ce ne sono più di 30) per la programmazione di eventi di richiamo anche nazionale. A questo proposito ci si dovrà porre il problema delle strutture ricettive per questo tipo di turismo.

INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ
Operare una revisione generale della viabilità, ponendo particolare attenzione a decongestionare gli spazi saturi (come l’area Soterna – centri commerciali), attraverso un “piano del traffico”, sempre annunziato e mai realizzato, che permetta di snellire il traco veicolare.
Avere il coraggio di rivedere i nodi critici anche se si considerano le decisioni già prese come definitive Separare il fusso dei veicoli di passaggio da quello interno.
Potenziare i parcheggi con soluzioni diverse come l’utilizzo di aree dismesse o la costruzione di parcheggi sotterranei, veri#candone i bene#ci e in relazione ai costi economici.
Nel frattempo saranno ridotti i parcheggi a pagamento (spesso vuoti) per diminuire la congestione di quelli rimasti liberi.
Istituzione di un servizio navetta tra le frazioni ed il capoluogo a prezzi calmierati anche prevedendo, tramite convenzioni, l’uso di minibus sotto-utilizzati appartenenti a enti, fondazioni, associazioni.
Serve una manutenzione periodica delle pensiline alle fermate degli autobus, in quanto costantemente malridotte e sporche.
I 15 minuti di parcheggio gratuito, ad oggi previsti solo per piazza Curtatone e Montanara, devono essere allargati a tutto il centro; dovrà essere prevista, inoltre, una nuova normativa per i residenti.
Rivedere il contratto di gestione dei parcheggi a pagamento, in modo da avere maggiore elasticità nei confronti dei cittadini.
Essendo già presente e finanziato un progetto per una nuova viabilità in destra Sieve tra Dicomano e Pontassieve, è necessario che anche Borgo San Lorenzo e i Comuni contigui si dotino di un progetto analogo, in modo tale che, almeno tra San Piero a Sieve e Dicomano, si possano convogliare su tale rinnovata arteria, i veicoli in transito e si possa, conseguentemente, alleggerire il traffico sulla Traversa del Mugello.

Si chiamano piste ciclabili quelle vere, adabili e sicure, e non quelle che mettono a rischio i fruitori e i passanti di ogni genere, soprattutto nei percorsi urbani.
Rifacimento e/o manutenzione dei marciapiedi, diventati perlopiù un vero pericolo, in quanto spesso dissestati e quasi impraticabili. Rivisitazione di tutta la segnaletica, sia verticale che orizzontale, migliorando la visibilità e la sicurezza degli attraversamenti pedonali e, talvolta, rivedendone il osizionamento.

AVVERTENZA
Ovviamente queste sono delle proposte non esaustive. Nel corso della campagna elettorale il confronto con i cittadini e le categorie implementerà certamente quanto qui rappresentato e diventerà un arricchimento prezioso del programma di mandato.